Manovra 2026: proposte per rafforzare gli incentivi destinati all’agricoltura italiana

Manovra 2026: proposte per rafforzare gli incentivi destinati all’agricoltura italiana

Lorenzo Fogli

Gennaio 16, 2026

Nel mondo agricolo italiano, si sta affermando una crescente preoccupazione per la scarsità di fondi disponibili nel 2026 che rischia di frenare la modernizzazione delle aziende. Molti imprenditori del settore si trovano di fronte a vincoli finanziari che potrebbero compromettere investimenti essenziali, soprattutto dopo la conclusione del Piano Transizione 5.0. Il problema si presenta come un campanello d’allarme per un comparto che contribuisce significativamente all’economia nazionale e che necessita di un sostegno concreto per restare competitivo in un contesto in rapida evoluzione tecnologica e ambientale.

Le falle nei finanziamenti 2026 e i rischi del settore

Il quadro attuale degli incentivi agricoli previsti per il 2026 evidenzia criticità significative nella copertura finanziaria di strumenti chiave come il credito d’imposta 4.0 e il Piano Transizione 5.0. In termini concreti, si registrano mancanze di circa 400 milioni di euro per il primo e 350 milioni per il secondo, dati che pesano notevolmente sulla capacità delle aziende di pianificare investimenti innovativi. Queste mancanze economiche compromettono progetti già avviati da numerosi imprenditori, che ora rischiano di non poterli portare a termine.

Manovra 2026: proposte per rafforzare gli incentivi destinati all’agricoltura italiana
Terreno arido e screpolato, simbolo della siccità e dei problemi che affliggono l’agricoltura italiana in mancanza di fondi. – aziendaagricolaacerbigiovanna.it

La situazione si complica ulteriormente a causa dell’assenza del rifinanziamento per strumenti fondamentali come il credito d’imposta ZES Agricoltura e il Fondo Innovazione, entrambi cruciali per favorire la diffusione di tecnologie sostenibili e innovative. A ciò si aggiunge una nuova limitazione nell’utilizzo dei crediti fiscali, che non potranno più essere compensati con versamenti previdenziali o premi INAIL. Questo cambiamento riduce la flessibilità finanziaria delle aziende agricole, ostacolando la gestione delle risorse quotidiane e aggravando le difficoltà in molte realtà territoriali italiane.

Chi lavora nel settore conferma che queste modifiche potrebbero rallentare una già fragile ripresa, creando ostacoli concreti non solo per l’adozione di nuove tecnologie ma anche per mantenere attivi i modelli produttivi esistenti. La combinazione di ridotti fondi e normative più rigide rischia di impattare pesantemente sull’intera filiera agricola nazionale.

La proposta per evitare il blocco degli investimenti

In risposta a questa situazione delicata, è stata avanzata una proposta che mira a destinare una parte rilevante dei 1,3 miliardi di euro residui nel bilancio pubblico a favore del settore agricolo. Si suggerisce di impiegare almeno la metà di tali risorse per sostenere le tecnologie 4.0 e 5.0, fondamentali per un comparto che sta accelerando la sua transizione verso l’innovazione e la sostenibilità ambientale. Questa scelta si basa su dati di mercato, che indicano come oltre il 70% dei nuovi macchinari attesi per il 2025 incorporino funzionalità tecnologiche avanzate con impatto ambientale ridotto.

Senza un adeguato supporto economico, molte aziende rischiano di dover rinunciare a investimenti che rappresentano una svolta importante anche in termini di competitività internazionale. Inoltre, si propone di estendere fino al 30 giugno 2026 il termine entro cui devono essere consegnati i beni acquistati tramite credito d’imposta, una proroga pensata per offrire maggiore respiro alle imprese e evitare interruzioni negli investimenti in corso.

Oltre a sostenere direttamente le aziende agricole, questa misura avrebbe effetti positivi sull’intera rete commerciale e produttiva collegata: dal fornitore di tecnologia alle realtà distributive. La dimensione economica e sociale di questa proposta, ancora poco discussa, è significativa per chi osserva quotidianamente gli sviluppi e le sfide del settore.

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